Produzioni

Produttivamente prendiamo terribilmente sul serio le strategie per raggiungere il miglior risultato per la massima soddisfazione del cliente, garantendo su tutta la linea la costante attenzione al fruitore ultimo del prodotto audiovisivo stesso, definendo così le strategie ed i mezzi più affilati, curando in maniera infaticabile il livello qualitativo, elaborando di volta in volta i processi produttivi più idonei, ottimizzando, grazie alla nostra conoscenza profonda del know-how tecnologico e delle risorse umane professionali che gestiamo, sia i costi che gli specifici parametri tecnologici impiegati per la produzione, oggi in costante moto di up-to-date, e sempre per fare centro e soddisfare senza “se” e senza “ma” i nostri clienti. La nostra forza: l’eclettismo e la garanzia del livello artistico professionale più alto, sempre.

L’ARTE DEL RATTO _ DA HITLER A ELGIN (puntata pilota)

L’ARTE DEL RATTO: Serie Tv  IN FASE DI PRE PRODUZIONE  oggetto della serie: avventurose vicende di opere d’arte che durante guerre o capovolgimenti politici emigrarono “legalmente”  o meno dai paesi d’origine all’estero nel corso della storia. Produzione Giovefilm. 2020

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Primo Episodio (puntata pilota) “DA HITLER A ELGIN”

In questa prima puntata pilota: Si apre il racconto in grado di mettere immediatamente lo spettatore in sintonia con il tema: ne risulta film  sulle opere  d’arte   di importantissimi paesi dove l’arte è stata oggetto di “scippo”, “furto”, od illeggittimo trasferimento all’estero. In particolare due paesi fortissimamente uniti da tradizione, arte appunto e storia, Italia e Grecia. Ma partiamo da una analisi più dettagliata per darvi anche in questa sede una impressione valida di che cosa tratta il primo episodio…L’Italia aveva ereditato (frutto di una stratificazione secolare) le collezioni più ricche del mondo, come la Colonna, la Aldobrandini, la Chigi. Oggi disperse in giro per il pianeta. Anche qui, un ruolo centrale lo ha giocato la mancata comprensione del valore delle cose. Ma pure la fragilità politica: non è un caso che appena dopo l’Unità d’Italia, complice la confusione e la scomparsa del «mondo di ieri», per dirla con Stefan Zweig, si allentassero i vincoli che impedivano la dispersione e la vendita di opere preziose e che in quel periodo (o un po’ prima) l’Inghilterra riuscisse ad acquistare la collezione Lombardi-Baldi di Firenze. Che cosa c’era dentro? Be’, le cose più belle che oggi ammirate nella National Gallery di Londra, una su tutte l’Adorazione dei Magi di Botticelli.

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Il Risorgimento, poi, con l’indemaniamento degli edifici sacri e con le nuove leggi sui beni ecclesiastici, fu il colpo di grazia: mezza Europa si abbellì con le nostre opere. Non meno pesante è stata la responsabilità del Fascismo. Grazie alla connivenza di quasi tutti i gerarchi, i tedeschi riuscirono a mettere le mani sulle opere italiane, aiutati anche da antiquari e mercanti senza scrupoli. E da Mussolini: esemplare è il caso del Discobolo Lancellotti (oggi a Palazzo Massimo, Roma): scoperta nel 1781 sull’Esquilino, la scultura (II sec d. C., copia romana della celebre statua greca di Mirone) venne consegnata a Hitler con i complimenti del Duce, nonostante le proteste di numerosi intellettuali. E non parliamo del saccheggio perpetrato da Hermann Goering: quando nel 1943 gli arrivarono le casse con le opere trafugate da Montecassino (dentro c’erano anche i tesori di Capodimonte) le spedì nella miniera di Altaussee, come se fossero sempre state sua proprietà. Molti storici dicono che la sua intenzione era di farne arma di ricatto a guerra conclusa.

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A questo puntoi lo sguardo del film si allarga e cominciamo a guardare ai nostri vicini più stretti, per cultura e tradizione:  Non diverso destino ebbero infatti moltissime opere d’arte greche, emblematica sarà anche nel nostro documentario la famosa “avventura” dei Imarmi di Elgin, conosciuti anche come marmi del Partenone, sono una raccolta di sculture greche di età classica in marmo (per lo più opera di Fidia e dei suoi assistenti), iscrizioni ed elementi architettonici che in origine facevano parte del Partenone e di altri edifici collocati sull’Acropoli di Atene.  Nel 1811 Thomas Bruce, VII conte di Elgin, ottenne dalla SUBLIME PORTA, che governava la Grecia, il permesso, molto controverso, di “non rimuovere le statue, ma solo quello che avesse scoperto in uno scavo specifico”. Dal 1801 al 1812 gli uomini di Elgin rimossero circa la metà delle sculture superstiti del Partenone insieme ad elementi architettonici e scultorei dei Propilei e dell’Erettero. I marmi furono trasportati via mare in Gran Bretagna, dove alcuni sostennero l’arrivo delle statue,mentre altri paragonarono le azioni di Elgin ad atti di vandalismo[4] o saccheggio. A seguito di un dibattito pubblico in Parlamento e al conseguente scagionamento di Elgin i marmi vennero acquistati dal governo britannico nel 1816 e trasportati al British Museum, dove ora si trovano disposti nella galleria Duveen, costruita appositamente per essi. Dopo aver ottenuto l’indipendenza dall’Impero Ottomano la Grecia diede il via a grandi progetti per il restauro dei monumenti del Paese ed espresse il suo disappunto per le azioni di Elgin,che aveva spogliato il Partenone, uno dei più importanti monumenti del mondo, e contestò l’acquisto dei Marmi da parte del governo britannico. I Greci sostenevano che il taglio e la rimozione delle sculture dal monumento,eseguiti con l’uso di seghe,fosse un atto illegale e palesemente vandalico contro un monumento di rilevante valore storico, e rivendicò la proprietà intellettuale sui Marmi. La Grecia continuò a premere per il ritorno dei Marmi nel paese d’origine e portò la questione in campo internazionale nel 1980 grazie  a Melina Mercuri , allora Ministro della Cultura della Grecia. L’UNESCO ha accettato nel 2014 di mediare tra la Grecia e il Regno Unito per risolvere la disputa sui Marmi di Elgin. Attualmente a seguito della Brexit la Grecia si è detta pronta a sostenerla in cambio della restituzione delle suddette opere! Questo da la cifra del valore delle stesse.

Cast and Crew

Regia

Eugenio Cappuccio

Direttore della fotografia

Gianfilippo Corticelli

Scenografia

Stefano Giambanco

Fonico di presa diretta

Mario Iaquone

Operatore

Lorenzo Bernardini

Aiuto Regista

Alessandra Cappuccio

Produttore esecutivo

Roberto Gambacorta

Anno di produzione 2018

Location

Italia Inghilterra Grecia Olanda

Barivuud – Un progetto di documentario di e con Totò Onnis

Barivuud è un progetto di film documentario prodotto da Giove Film, Rio Film e con il contributo della APULIA FILM COMMISSION

Totò Onnis e il regista Eugenio Cappuccio nella parte di loro stessi, saranno i protagonisti della narrazione dell’epopea delle fiction prodotte dalle TV private pugliesi. Un percorso semiserio che affonda le sue radici nei protagonisti del teatro dialettale barese, poi diventati vere e proprie star del piccolo e del grande schermo.

Il giornalista e critico televisivo Francesco Monteleone, con le sue testimonianze, ci traghetterà lungo questo viaggio nel tempo. Partiremo da Toti e Tata, intervistando a seguire tutti i protagonisti della saga della TV regionale pugliese. Punto di arrivo saranno le strade e i teatri di posa di Bari, città al centro del progetto “Barivuud“.

Tra i protagonisti di Barivuud: Alessandro PivaDante Marmone e Tiziana SchiavarelliGianni CiardoTeodosio BarresiPinuccio SinisiDino LoiaconoManuel De NicolòUccio De SantisEnzo StrippoliNico Cirasola, Sabino Bartoli… Ma lungo le strade di Barivuud faremo ancora moltissimi incontri!

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La gallery con tutti i protagonisti.

Di un padre che non c’era

Totò è un attore pugliese che il regista conosce nel 1983 sul set del Film di Fellini “E La Nave Va”, dove veniva schiaffeggiato in scena dalla protagonista per ben dieci volte. Dopo quasi 25 anni, Totò perde l’udito propio dall’orecchio che era stato schiaffeggiato in quella occasione. Il film racconta un viaggio a ritroso, a cominciare da quell’evento tragicomico, che attraversa la vita di un attore oggi, in Puglia, e che ci racconta le motivazioni profonde alla base di una scelta di vita così complessa come è quella di un attore oggi.

Estranea al fatto

Un viaggio non retorico nel Molise colpito dal terremoto del 2002, e dove il crollo di una scuola con la morte di decine di bambini segna uno spartiacque tra l’ipocrisia di una società tutta lanciata verso il consumo e la santificazione delle vittime, detti gli Angeli di San Giuliano. Tale dicitura rappresenta una scappatoia morale, rimozione dal senso di colpa più grave, quello dello sfruttamento del territorio e del raffazzonato quanto corrotto sistema degli appalti pubblici e degli scarsi controlli. Un Molise sbandato e svuotato, alla ricerca di una identità che non trova mentre la cultura dell’emergenza tipica dei sismi italiani e delle loro pastoie a seguire ci fanno sentire dolorosamente estranei al fatto, in quanto disgustati da ciò che vediamo e sentiamo. Restano solo i nomi angelicati di vittime innocenti, spezzati nel loro percorso verso l’età adulta, segno di una vergogna che non pare insegnare nulla.

L’abecedario di Camilleri

Lasciare che un grande autore scelga un proprio lessico: un abecedario di parole chiave attraverso le quali parlare di letteratura, politica, teatro, regia, autori, opere, personaggi, incontri… Il tutto nella forma di un’intervista video della durata di oltre 5 ore. Questo è l’Abecedario di Andrea Camilleri, affidato alla cura di Valentina Alferj e alla regia di Eugenio Cappuccio. È l’incontro con uno dei protagonisti indiscussi della letteratura contemporanea italiana e non solo, con la sua biografia, con la sua vita precedente e successiva al successo editoriale. È l’incontro con la sua lingua letteraria e parlata, con la tonalità della sua voce, con il suo accento e il suo siculo idioma. Con l’immancabile fumo delle sue sigarette. È l’incontro con il suo pensiero tutto, non solo quello che prende forma nei romanzi e nella parola scritta, ma anche quello che vortica nella mente di quest’uomo instancabile.
Andrea Camilleri parla, ogni tanto qualche domanda e uno spunto della sua intervistatrice e lo spettatore viene trascinato da un fiume in piena di parole e di immagini, catturato da un’intelligenza acuta. Da una carica vitale e battagliera che non teme di assumere posizioni scomode. Da un’ironia e una capacità critica raffinata. Non una semplice intervista dunque, un’opera in video piuttosto, il cui protagonista è appunto Andrea Camilleri Il Morandini, dizionario insigniendolo di 4 stelle così lo definisce: “E’qualcosa di più di una intervista:è un film appassionante”.


Prodotto da Deriveapprodi e Giovefilm

Voltati Carmen

Attualmente la Giove Film in sinergia con le produzioni Afa Film e Rio Film ha in cantiere la realizzazione di un film documentario dal titolo : VOLTATI CARMEN! girato nell’ambito della realizzazione della CARMEN, opera teatrale e musicale di Mario Martone, interpretata da Iaia Forte e Roberto De Francesco, con la Piccola Orchestra di Piazza Vittorio, del Maestro Mario Tronco e che ha debuttato a Torino, presso il Teatro Carignano, il 23 febbraio scorso. Documentario diretto da Eugenio Cappuccio.

The Sky Below

2020. Il mondo non ha saputo trovare il modo di evitare la catastrofe chimico nucleare seguita al conflitto tra Occidente e Fondamentalisti. Tre soldati del contingente internazionale occidentale, si ritrovano, dopo la distruzione del loro esercito, a vagare in un deserto trasformato in una sorta di pianeta inospitale, mortale, costretti ad indossare senza soluzione di continuità delle speciali tute e maschere antigas. Un viaggio all’inferno di tre individui, americano, egiziano e italiano che incontrandosi, si spingono verso una meta di rendez-vous dove sperano che qualcuno venga a recuperarli e portarli fuori da quell’incubo. Ma l’incubo vero sarà quello che vivranno nel cratere luogo dell’appuntamento, una vera e propria tana di un grosso micidiale ragno che li attende senza pietà: un ragno chiamato follia.